EP Review by Giancarlo Susanna
I'm sorry to see the Italian music journalist Giancarlo Susanna passed away in April 2018. He kindly got in contact with me in 2015 after hearing my EP, and gave me my first review which I really appreciated. He was active from the 1970s and a regular contributor to music magazines, as well the author of numerous books on, among others, Neil Young, Fred Buscaglione, Celtic music, R.E.M. and three dedicated to Tim and Jeff Buckley. His review of my EP is below which appeared on "Distorsioni".  It's in Italian, so I used google translate.

Thanks Giancarlo!

Obituary (Italian) 
Spettakolo
Globalist

Bluebottazzibeat.blogspot

1 settembre 2015

Jake Aaron 
JAKE AARON EP 
2015 - Autoproduzione 
[Uscita: 20/08/2015] 

La passione per la musica Jake Aaron l'ha presa da suo nonno ed è quanto di più eterogeneo sia possibile immaginare per un bambino inglese. Da quando il piccolo Jake decise di dedicarsi alla chitarra, la sua stella polare divennero invece due nomi e due brani: Embryonic Journey di Jorma Kaukonen e The Claw di Jerry Donahue. Musica d'oltreoceano, musica con la “M” maiuscola nella migliore tradizione del cantautorato anglosassone. Sta poi al critico dare una conferma - The Claw non è quel che si suol dire una passeggiata nella brughiera! - o cercare altri punti di riferimento, così, tanto per cercare ancora una volta di “definire la musica”. Ascoltavo questo bell'EP e mi dicevo, “cosa ha risvegliato nella mia testa questa manciata di canzoni?” Alla fine di una lunga riflessione: la folgorazione e la successiva ricerca su uno scaffale dei numerosi dischi dei Blue Aeroplanes, una band di Bristol che non ha avuto la fortuna che pure avrebbe meritato. Il suo poeta/leader, Gerard Langley, scrive versi molto belli di suo ed è in grado di catturare quelli di poeti come Sylvia Plath e Wystan Auden. Non male per un “cantante rock”, che ne dite? Sull'onda degli esperimenti letterari di Patti Smith, Grant Lee Phillips e Michael Stipe, i Blue Aeroplanes tentarono di uscire dal circuito indie – “Swagger” e “Beatsongs” sono dei veri capolavori – ma la loro esposizione mediatica, centrata su dei videoclip fantastici, purtroppo durò poco. Ecco cosa frullava nella testa del vostro critico mentre nel lettore giravano le cinque canzoni di Jake Aaron, seguite a ruota da quelle degli Aeroplanes. I paragoni reggono, anche se l'impianto sonoro che il nostro ha disegnato è molto più asciutto ed essenziale (una band contro un solista). Si tratta di cinque brani squisitamente folk, a volte in solitario (High Rolling), altre corroborati da basso, discretissime percussioni e chitarra solista (1790, Record Player, Dalston Kingsland, Constitution Blues, mirabile talkin' folk song). E se queste sono rose, avremo presto un nuovo giardino da amare. Non è giusto che ad apprezzare le cose belle siano sempre e soltanto i soliti quattro.

Voto: 8/10 
Giancarlo Sussana 
Distorsioni magazine
 

 

Thanks Giancarlo!

 

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JAKE AARON, EP 2015